Borse: crolla Istanbul dopo gli scontri

 

La prima settiamana di Giugno vede ancora il calo di Tokyo, con l’indice Nikkei che scende del 3,7%. Ma il vero crollo è quello di Istanbul, con l’indice Bit che è sceso del 7% al termine della terza notte consecutiva di scontri.
Non sono bastati gli appelli alla calma lanciati dal Ministro Tayyip Erdogan, e anche i mercati riflettono la situazione di crisi che vive il Paese. Il bilancio dell’ultima giornata di battaglie è tragico: secondo i dati di Amnesty International ieri ci sono stati più di 1000 feriti, di cui almeno 5 in pericolo di vita. Al contrario secondo il Governo turco ci sarebbero solo un centinaio di feriti. In ogni caso in tutto il Paese si sono registrate centinaia di manifestazioni di protesta, e gli scontri con la polizia sono continuati per tutta la notte. La polizia non ha esitato a servirsi di tutti i mezzi a disposizione: cannoni ad acqua, lacrimogeni, proiettili di gomma, manganelli.
Proprio la gestione disastrosa delle manifestazioni è la principale accusa che il mondo intero muove al Governo turco, che in pochi giorni è riuscito a crearsi molti più oppositori di quanti non ne avesse quando gli scontri sono iniziati.

Perfino le ultime accuse lanciate dal Premier Recep Tayyip Erdogan non hanno fatto che peggiorare la sua immagine: il ministro ha accusato i social network di essere la fonte della rivolta. Twitter è stato definito “una minaccia per la società”. Intanto le tristi immagini della repressione della polizia sui manifestanti stanno facendo il giro del mondo attraserso il Web.

La Farnesina intanto ha lanciato un comunicato in cui invita “i connazionali a prestare la massima prudenza, evitando di recarsi in zone soggette a manifestazioni, in particolare nelle città di Istanbul e Ankara”.

 

 

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