Lunedì nero per le borse: crolla Milano (-4,5%) e sale lo Spread (286)

Il lunedì appena concluso si è rivelato essere un vero lunedì nero per le borse europee con Milano che crolla proprio sul finale e chiude la giornata con un calo del -4,50% soprattutto a causa del crollo delle banche. Condizionante sicuramente l’incertezza politica con le elezioni di fine febbraio che si avvicinano. La peggiore su FTSE MIB è stata Unicredit con un pesante -8,3% e vanno male anche Bpm -6,5% , Banco Popolare -6,9% , Mps -4,8%. Sale anche lo spread Btp/Bund con un rialzo di ben venti punti rispetto a venerdì scorso, con un valore attestato in chiusura a 286. Il tasso del Btp italiano è risalito fino a superare di nuovo il 4,40% con un valore massimo rispetto all’inizio dell’anno. Crolla anche Mediaset (-6,28%) a causa del calo degli ascolti in arrivo dalla Spagna. Bene soltanto Saipem con un +0,55% in netto recupero rispetto al -4% di venerdì scorso. Deboli anche gli industriali con Finmeccanica che cede il 6,75% e Fiat che chiude a -5,44%  e Pirelli a -5,19%. Anche l’Euro non passa sonni tranquilli sul mercato valutario è infatti in calo sul dollaro, oggi un euro vale 1,355 dollari contro gli 1,3690 di venerdì. Ritornano quindi sui mercati i timori per i paesi periferici con l’Italia e la Spagna nel mirino, il belpaese per l’instabilità politica e la spagna a causa delle ombre create dalle accuse di corruzione rivolte al primo ministro Rajoy. Il vero spauracchio che metterebbe in allarme gli investitori sarebbe un ipotetico “pareggio” dalle urne del 24 e 25 febbraio.

Uno dei motivi principali di questo lunedì nero è senza dubbio l’inchiesta sull’acquisto di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena , per il cui svolgimento oggi è stato sentito Giuseppe Mussari, presidente dimissionario della banca.  Mussari è arrivato agli uffici della procura di Siena non sottoponendosi all’interrogatorio dicendosi, tramite il suo legale, “pronto a rispondere a qualsiasi domanda, ma non oggi”, l’interrogatorio infatti sarebbe stato rinviato a causa di uno dei tre avvocati che aveva un altro impegno lavorativo che ha fatto spostare l’interrogatorio di qualche giorno.

Il lunedì appena concluso si è rivelato essere un vero lunedì nero per le borse europee con Milano che crolla proprio sul finale e chiude la giornata con un calo del -4,50% soprattutto a causa del crollo delle banche. Condizionante sicuramente l’incertezza politica con le elezioni di fine febbraio che si avvicinano. La peggiore su FTSE MIB è stata Unicredit con un pesante -8,3% e vanno male anche Bpm -6,5% , Banco Popolare -6,9% , Mps -4,8%. Sale anche lo spread Btp/Bund con un rialzo di ben venti punti rispetto a venerdì scorso, con un valore attestato in chiusura a 286. Il tasso del Btp italiano è risalito fino a superare di nuovo il 4,40% con un valore massimo rispetto all’inizio dell’anno. Crolla anche Mediaset (-6,28%) a causa del calo degli ascolti in arrivo dalla Spagna. Bene soltanto Saipem con un +0,55% in netto recupero rispetto al -4% di venerdì scorso. Deboli anche gli industriali con Finmeccanica che cede il 6,75% e Fiat che chiude a -5,44%  e Pirelli a -5,19%. Anche l’Euro non passa sonni tranquilli sul mercato valutario è infatti in calo sul dollaro, oggi un euro vale 1,355 dollari contro gli 1,3690 di venerdì. Ritornano quindi sui mercati i timori per i paesi periferici con l’Italia e la Spagna nel mirino, il belpaese per l’instabilità politica e la spagna a causa delle ombre create dalle accuse di corruzione rivolte al primo ministro Rajoy. Il vero spauracchio che metterebbe in allarme gli investitori sarebbe un ipotetico “pareggio” dalle urne del 24 e 25 febbraio.

Uno dei motivi principali di questo lunedì nero è senza dubbio l’inchiesta sull’acquisto di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena , per il cui svolgimento oggi è stato sentito Giuseppe Mussari, presidente dimissionario della banca.  Mussari è arrivato agli uffici della procura di Siena non sottoponendosi all’interrogatorio dicendosi, tramite il suo legale, “pronto a rispondere a qualsiasi domanda, ma non oggi”, l’interrogatorio infatti sarebbe stato rinviato a causa di uno dei tre avvocati che aveva un altro impegno lavorativo che ha fatto spostare l’interrogatorio di qualche giorno.

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