Il prezzo del petrolio ancora in caduta

moneteoroIl petrolio è sicuramente una delle materie prime più importanti sulla cui quotazione speculare attraverso le opzioni binarie. E’ disponibile su tutti i broker principali e in diversi strumenti che ne diversificano le tipologie di investimento. Probabilmente è anche uno di quegli asset di cui si parla di più sui mass media, i quali seguono spesso l’andamento della sua quotazione. Dopo aver toccato picchi molto alti quest’ultima ha cominciato la sua discesa alla fine dell’anno 2014; l’anno successivo, il 2015 che sta per terminare, il prezzo del petrolio ha avuto un lieve rialzo fino a maggio per poi tornare a scendere. La produzione di petrolio si è rivelata eccessiva rispetto al suo consumo effettivo e per provare a venderlo rapidamente è stato abbassato vertiginosamente il suo valore. Si è così aperta una crisi del mercato del petrolio che ancora non intravede la luce in fondo al tunnel. Cosa possiamo aspettarci a riguardo nel 2016 per basare poi la nostra strategia di investimento in opzioni binarie attraverso questa materia prima?

Il prezzo del petrolio ancora in caduta libera: le previsioni per il 2016

Innanzitutto non è previsto un rialzo in questo mese di dicembre. Per molti paesi del mondo, e per l’Europa in particolare, il 2015 è stato un anno economicamente molto duro. La domanda di petrolio è crollata, eppure se ne produce ancora un eccesso considerevole. L’Arabia Saudita, uno dei maggiori produttori di petrolio, non ha ridotto la produzione a fronte di questa riduzione di domanda e non ha intenzione di farlo nel futuro prossimo. Lo stesso comportamento è quello che stanno mantenendo altri importantissimi produttori di petrolio, preoccupati unicamente di lottare per la quota di mercato. I mercati più appetibili sono in questo momento quelli asiatici, con la Cina davanti a tutti gli altri. E l’Arabia Saudita e l’Angola hanno attualmente sopravanzato la Russia in termini di vendita in oriente. Diverse società americane stanno facendo il loro ingresso nel mercato, contribuendo a saturarlo. In sintesi: ognuno fa un po’ quel che gli pare nel suo interesse e non pensa ad adeguare una domanda scarsa ad un’offerta eccessiva e al momento è altamente improbabile che il prezzo del petrolio salga di molto nel corso dell’anno 2016.

La previsione più logica che se ne può trarre è che il prezzo rimarrà sostanzialmente basso e l’offerta si manterrà alta. Nel giro di un anno il valore del petrolio è sceso addirittura del 40 per cento e la situazione di mercato sarà presto ridiscussa a Vienna, dove si incontreranno questo mese i membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC).

L’OPEC mantiene sotto il proprio controllo circa il 78 per cento delle riserve mondiali di petrolio ed ha evidentemente un’importante voce in capitolo. Ma la sensazione è che il vento non cambierà, mentre c’è chi profetizza che il prezzo del petrolio durante il 2016 possa scendere a 20 dollari al barile. Tanto per farsi un’idea, le riserve di petrolio degli Stati Uniti d’America mantengono attualmente dei livelli (487,3 milioni di barili) mai raggiunti da ottant’anni a questa parte. Il prezzo scenderà ulteriormente se anche l’Iran deciderà di immettere sul mercato le proprie scorte.

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